|
Vittorio Dante Forno era nato a Porto Alegre (Brasile) il 2 giugno 1916 da genitori siciliani. Nel
1924 venne in Sicilia con la mamma, la quale, per dargli
un’educazione completa, lo mandò nel collegio salesiano di
Pedara (CT).
Lì il Signore gli fece sentire i primi
segni della chiamata, e per questo passò a San Gregorio (CT),
dove fu ammesso al noviziato e completò gli studi teologici.
Ordinato Sacerdote il 9 giugno 1940, fu mandato come docente
prima a San Gregorio (CT) e poi a Pedara (CT), ma fu soprattutto
un grande animatore di oratori giovanili.
Ciò che principalmente caratterizzò la
sua attività a favore dei giovani fu l’opera della “S.P.I.G.A.”
(Soccorsi per i Giovani Abbandonati), sorta subito dopo la
seconda guerra mondiale e nella quale si prodigò per salvare
tanti ragazzi dalla miseria morale e materiale, assicurando loro
un ricovero, sfamandoli, vestendoli, allontanandoli dalla strada
e dal vizio, dal vagabondaggio e dagli artigli della malavita.
Erano, questi “Sciuscià” catanesi, ben 3.000: queste cifre ci
fanno capire quanto fosse appassionato il suo amore per i
poveri.
Anche a Palermo Don Forno si prodigò a
favore dei poveri, impegnandosi, per incarico del Card. Ruffini,
nella P.O.A., mostrando in ogni attività energia, entusiasmo e
grande dirittura morale.
Da Palermo passò a Messina dove fu
dapprima docente nello studentato teologico “S. Tommaso”.
Successivamente chiese di impegnarsi nella Parrocchia di S.
Matteo alla periferia della città.
Nella sua anima maturava sempre più viva
l’urgenza di una donazione interiore più assoluta che, nella
partecipazione al sacrificio redentore del Cristo, realizzasse
integralmente l’offerta totale della propria vita nel calice
santo. Su questa esperienza si fonda l’ansia apostolica di
associare nello spirito della Vergine Corredentrice, altre
persone generose assimilate al Sacerdozio di Cristo.
Trasferito nell’autunno del 1954 alla
residenza di S. Gregorio(CT) e successiva- mente a quella di
Riesi (CL), chiese ed ottenne l’uscita dalla congregazione
Salesiana nel 1958, anno in cui fu accolto da S.E. Mons.
Giovanni Ferro, Arcivescovo di Reggio Calabria che il 25 Marzo
1963 emise il decreto di approvazione del nascente istituto.
Nell'Arcidiocesi di Reggio Calabria si
impegno nei vari settori dell’apostolato, come Assistente per il
Movimento Studenti di Azione Cattolica, Cappellano nelle
Colonie, Vicario Cooperatore nelle parrocchie del SS.mo
Salvatore e del S. Cuore ai ferrovieri, docente nei cori della
CIF e della Protezione della Giovane, Direttore Diocesano della
Legione di Maria, Direttore Diocesano delle Pontificie Opere
Missionarie, Insegnante di Religione nelle Scuole Statali fino
alla definitiva incardinazione nel clero diocesano.
La passione sacerdotale di Don Dante
Forno si espresse totalmente nella cura dell’opera affidatagli
da Dio: le Figlie di Maria Corredentrice, cui tracciò un ideale
di vita sulle orme della Vergine Corredentrice.
La sua forte fibra già logora
dall’operosità sacerdotale e minata dalla sofferenza, cedette
all’intensità della malattia. Il 15 Dicembre 1975, in Reggio
Calabria, lasciò la terra per avviarsi al cielo. Le sue ultime
invocazioni riassumono la sua vita: “Sì, sono nella gioia. Vale
la pena vivere un’intera vita per arrivare a quest’istante che
illumina tutta l’esistenza”. |