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Crocifisso Signore Gesù.
amore che ti saturasti di obbrobri
per i peccati miei,
umiltà vivente nelle carni straziate
del Tuo corpo piagato e senza vita,
io so bene, e lo confesso,
che non son degno
del Tuo amore e del Tuo perdono.
Io vedo nell'orgoglio del mio spirito
il carnefice delle Tue carni immacolate.
Io mi vedo intrecciar con queste mani
la corona che recinse la Tua fronte!
Mille spine la trafissero, o Signore,
quante furono le superbie del pensiero.
Di sputi io ricoprii e di percosse
quel Tuo volto adorabile, o Signore!
Orgoglio, vanità presunzioni mie
Ti ridussero in quel modo, o Bene mio!
Ti confissero le mani e i piedi in croce,
Ti trafissero il cuore...
E Tu compisti, nell'umiltà suprema,
il gran mistero che riparò l'orgoglio umano.
Io Ti contemplo, Crocifisso mio Gesù,
Amore mio, nell'umiltà che riparò l'orgoglio mio!
Dissolvi, o mio Gesù, in pianto amaro
questi occhi e questo cuore che son di sasso.
Amore, fatto umiltà per amor mio,
ricopri del Tuo stesso obbrobrio
quest'io superbo che Ti offende ancora,
perché, nell'umiltà del mio soffrire,
io m'innamori dell'umiltà del Tuo patire;
perché nulla pretenda e nulla chieda,
contento di disprezzo e di ogni ingiuria;
trascurato, dimenticato, abbandonato,
solo con Te, sulla Tua croce, o Dio;
felice di ogni obbrobrio e d'ogni tormento
per riparare l'orgoglio mio, o Signore,
per saziarmi dell'umiltà
Tua, o Gesù,
Amore fatto
umiltà per amor mio!
(Dagli
scritti di Padre Forno) |